Musica-Capitalismo ed Economia
Questa volta si trattano argomenti meno economici e piu´filosofici…e´importante sapere.
Un noto musicista del 800 scrisse che la vera musica non veniva facilmente passata alle masse in quanto le note che toccava si allonavano cosi´ tanto dalla realta´ che portavano l´individuo a riflettere sulla sua condizione come essere vivente nel mondo e sulle cose che lo circondavano.
Questo non era desiderabile in un contesto che si stava spingendo verso il capitalismo e nel quale il lavoro sarbbe diventato un modo per addomesticare il pensiero dell´uomo e renderlo schiavo di un sistema.
Ogi chi vuole lavorare nel mondo della musica o e´ parte del sistema e non fa musica che stimola che fa pensare oppure fa musica con label indipendenti e spero di poter esser sentito da quegl´ascoltatori che scelgono e non che subiscono le leggi del mercato. Difficile sia per l´ascoltatore che per chi fa questo lavoro…lavoro o arte quindi?
ottobre 30, 2011 No Comments
Giovani imprenditori
In Itali ci si ritrova in aziende con impiegati ultra settantenni che non escono di scena per lasciare posto ai giovani…perche’?
C’e’ chi dice che la vecchia guardia sia avida di potere, chi reputa i giovani poco intraprendenti….resta di fatto che i fondi per le start ups mancano e che in Germania le statistiche parlan chiaro: il70% delle donne e il 30% degl’uomini inprenditori con i fondi del governo hanno successo.
Anche noi dobbiamo esigere per i nostri giovani tali possibilita’ e abolire le caste dei mestieri.
ottobre 8, 2011 No Comments
Lavorare o andare in vacanza?
Abbiamo gia parlato della possibilita’ di lavorare all’estero e nelle crociere…ecco un intervista interessante…
Sembra un settore quello delle crociere un po piu’ ottmista anche se implica il lavorare stagionalmente. Molti ragazzi aprono baretti a Ibiza nei quali lavorano stagionalmente, o lavorano a progetto per le varie onlus , tutti lavori che prevedono periodi intensi e periodi di pausa.
Spesso per questi posti all'interno delle più celebri compagnie per crocierei giovani sono i candidati prediletti proprio per l’energia che dimostrano di avere. Una malformazione di quest’ondata di impeghi e quella Londinese dove vieni assunto giovanissimo, spremuto al midollo nei primi anni dopo la laurea e lasciato morire dopo i 30…sopratutto perche’ in rpeda a crisi e nevrosi date dal fatto che per 10 anni un ragazzo firma e vende la sua anima a una multinazionale.
Segue un intervista che potrebbe aiutare chi nel lavoro stagionale ci si vede al 100%
http://video.ilsole24ore.com/SoleOnLine4/Audio/Economia%20e%20Lavoro/2009/a_zagami.php
Se volete consigli contattatemi!
settembre 3, 2011 1 Comment
Colloqui di lavoro – 2nda parte
Ma si puo’ migliorare oppure è l’economia che deve cambiare?
Lessi a Ney York tempo addietro che un negozio che lavava i panni aveva scritto che se era un lavaggioe stiraggio per un cumpleto per un intervista di lavoro sarebbe stato gratis…comico…sociale…disperato…
Come essere vincenti in un colloquio:
- La sera prima mangia leggero. Punta la sveglia con un anticipo sufficiente.
- Curare la proprio igiene personale…. elimina i cattivi odori ovunque essi siano.
- Vestiti in modo sobrio e adatto all’ufficio nel quale ti rechi. Non significa per forza che devi metterti in giacca e cravatta (o tailleur per le donne). Scegli un abbigliamento curato, vestiti puliti, stirati e ordinati. Come vestirsi dipende molto dal tipo di azienda: se cura molto le apparenze, scegli un completo formale, ma se sai già che il colloquio sarà informale, puoi anche presentarti in jeans e maglietta. Non apparire trasandato, ma nemmeno troppo elegante (niente abiti da sera nè trucco eccessivo).
- Portare una copia del tuo CV stampato, assicurati di avere con te tutti i documenti necessari e prrepara tutto qualche giorno prima…in caso si rompe la stampante!
- Memorizza nome e cognome della persona con cui parlerai.
- Puntualita’ e pianificazione del percorso per arrivare da casa al luogo del colloquio.
- Evita di farti accompagnare al colloquio da amici o parenti: è decisamente poco professionale.
- Arriva all’appuntamento con almeno 5 minuti di anticipo, e fatti annunciare. Sii gentile con la segretaria. Poi mettiti comodo e aspetta (fà attenzione già da questo momento al tuo atteggiamento: il tuo comportamento in sala d’attesa dice molto di te).
- Preparati con un bel sorriso. Sii positivo e propositivo, e fai attenzione a ciò che succederà. Il colloquio è importante per te così come è importante il tempo di chi ti sta conoscendo.
- Prima del colloquio spegni il telefonino (o togli la suoneria). Se hai bisogno di tenerlo acceso per forza (per motivi particolari), avvisa subito le altre persone e spiega loro il perché.
- Se sei agitato rilassati, fà un bel respiro, chiudi gli occhi e distendi tutti i muscoli. A volte aiuta bere un paio di sorsi di vino rosso…e poi lavarsi i denti!
agosto 14, 2011 No Comments
Colloqui di lavoro
Come si affrontano i colloqui di lavoro, è vero che le tecnologie cmabiano ma l’attegiamento anche?
E’ divertente vedere come i ruoli si invertono nell’artistico mondo di ALLEN….magari fosse cosi nella vita vera!
luglio 12, 2011 No Comments
Precarieta’
Cito quest’articolo intero e come l’ho letto percheè merita essere diffuso, per fortuna che Repubblica parla…
ROMA - Precari e poco pagati. In Italia, il 27,9% dei giovani tra i 15 e i 24 anni è disoccupato e il 46,7% di chi invece lavora ha un impiego temporaneo. La fotografia dello stato di precarietà occupazionale del nostro Paese arriva dall’Ocse che, nel suo Employment Outlook, basato su dati di fine 2010, mette in chiaro quanto sia difficile per un giovane italiano trovare occupazione o stabilità contrattuale.
Una fotografia allarmante che il presidente Giorgio Napolitano, in visita a Bucarest, ha scelto di commentare con un messaggio di incoraggiamento: “La tendenza negativa è un dato già acquisito da lungo tempo. Non facciamoci atterrire da questi dati e problemi negativi. Dobbiamo affrontarli con consapevolezza e lucidità in un contesto europeo”, ha detto il capo dello Stato. “L’Europa – ha aggiunto – può fare molto per sostenere lo sviluppo e risanare le situazioni più squilibrate”. Poi, però, il presidente ha indirizzato un richiamo alla politica italiana: “Come fare, dopo due manovre in tre mesi, per stabilizzare la finanza pubblica e rilanciare la crescita non tocca a me dirlo, deve deciderlo il governo e il parlamento”.
Proprio oggi la Bce ha parlato di crescita molto moderata nell’area euro. E la commissione europea ha tagliato le sue stime sulla crescita del prodotto interno lordo italiano a +0,7% nel 2011 rispetto al +1% ipotizzato nelle previsioni di primavera. Già nei giorni scorsi, parlando da Palermo, Napolitano aveva definito
la crescita un “tema drammatico”.
I giovani e i lavoro – Il 46,7% dei giovani ha dunque un contratto precario e questa percentuale è cresciuta di 9 punti dall’inizio della crisi, nel 2007. In quei giorni la disoccupazione giovanile era al 20,3%: oggi è al 27,9%, ben superiore alla media ponderata dell’area Ocse (16,7%). Il tasso di disoccupazione giovanile, riporta ancora lo studio Ocse, è più alto tra le donne, 29,4%, che tra gli uomini, 26,8%. Ed entrambi i dati sono superiori alla media dei 34 Paesi membri dell’organizzazione, rispettivamente del 15,7% e del 17,6%.
Secondo l’Ocse, “il mercato del lavoro italiano sta diventando più segmentato, con lavoratori in età matura in impieghi stabili e protetti e molti giovani senz’altro sbocco immediato che posti più precari”.
Salario – Notizie poco liete il rapporto Ocse segnala anche sul piano delle retribuzioni. Il salario medio in Italia nel 2010 è stato di 36.773 dollari (a tasso di cambio corrente), contro una media dell’Ue a 21 di 41.100 dollari e dell’Eurozona a 15 di 44.904 dollari. Il salario medio italiano è superiore a quelli di Spagna (35.031), Grecia (29.058) e Portogallo (22.003), ma inferiore a Francia (46.365 dollari), Germania (43.352) e Gran Bretagna (47.645).
Disoccupazione lunga. Continua a crescere nell’area Ocse il tasso di disoccupazione di lungo termine. Nei 34 Paesi membri, a fine 2010, il 48,5% dei disoccupati era senza lavoro da almeno 6 mesi (contro il 41% dell’anno precedente) e il 32,4% da almeno 12 mesi, contro il 24,2% del 2009. Per quanto riguarda l’Italia, i disoccupati senza lavoro da 6 mesi o più sono il 64,5% (in aumento di 3 punti percentuali rispetto al 2009) e quelli senza lavoro da un anno o più il 48,5% (+4 punti percentuali rispetto al 2009). “Fasi prolungate di disoccupazione – sottolinea l’Ocse nel rapporto – sono particolarmente penalizzanti, perché aumentano il rischio di una marginalizzazione permanente dal mercato del lavoro, come risultato del deprezzamento delle abilità e della perdità di autostima e motivazione”.
Part time. In Italia il lavoratori part time sono donne per il 76,9%. Le lavoratrici part-time rappresentano il 31,1% del totale delle donne occupate, mostrano ancora i dati dell’organizzazione parigina, contro il 6,3% tra gli uomini. Il lavoro a tempo parziale (meno di 30 ore settimanali, secondo la definizione Ocse) rappresenta nel nostro Paese il 16,3% del totale dei posti di lavoro.
Ammortizzatori. In Italia il sistema fiscale e di welfare “gioca un ruolo minore nel proteggere le famiglie contro le conseguenze di grandi contrazioni del reddito da lavoro” rispetto ad altri Paesi dell’Organizzazione. Per gli italiani, spiega l’Ocse, “grandi riduzioni del reddito da lavoro individuale (per esempio in caso di perdita del posto di lavoro) tendono a tradursi in contrazioni del reddito disponibile familiare superiori a quelle osservate negli altri Paesi Ocse”, a causa “della limitata azione di assorbimento degli shock operata dagli ammortizzatori sociali”. Di conseguenza, conclude lo studio, “lo shock negativo sui redditi da lavoro subìto da non pochi italiani durante la crisi si è probabilmente tradotto in un aumento del rischio di povertà e di difficoltà finanziarie, anche se l’aumento massiccio di risorse per la cassa integrazione guadagni ha contribuito significativamente a limitare il numero di lavoratori affetti da tali shock”.
L’appello dell’Ocse. “Bisogna fare di più per migliorare in modo durevole la situazione del mercato del lavoro per i giovani” afferma l’Ocse, e per farlo servono riforme. Con l’arrivo della crisi, prosegue lo studio, la legislazione italiana “restrittiva” sui contratti da lavoro a tempo indeterminato da una parte “potrebbe aver aiutato il paese a contenere l’impatto della recessione sul mercato del lavoro”, ma dall’altra “nella fase attuale tale legislazione potrebbe scoraggiare le assunzioni, soprattutto con contratti permanenti, mettendo dunque a repentaglio la ripresa”. L’Ocse chiede dunque “un’ampia riforma dei contratti di lavoro” che “dovrebbe essere rivolta, in particolare, a ridurre l’incertezza rispetto alle conseguenze del quadro regolamentare sugli esiti delle procedure di licenziamento”.
giugno 23, 2011 2 Comments
Donne sul lavoro
Essere, apparire e lavorare, o tutt’e tre?
Il tema è molto scottante e discutendo tra amici sulla situazione dell’impiego in Italia siamo arrivati a codeste conclusioni….
In Italia essere, apparire e vivere come una starlet è diventato il dottorato di ricerca per poter raggiungere una carica pubblica… e se una volesse fare solo la zoccola a pagamento no!? che cosa dovrebbe fare???? no perchè qua c’è il rischio che poi ti tocca mettere il tailleur tutti i giorni e andare al senato quando potresti invece stare comodamente a casa con l’aria condizionata e aspettare che loro vengano da te! questi politici viziati!!! mannaggia mannaggia!
La donna e come ultimamente si avvicina al lavoro e alla politica porta il marchio della condizione italiana solo immagine e niente contenuti, nessuno sforzo solo una continua presa di posizione su chi fa meglio tra destra sinistra e miscellanei e parole buttate cosi al vento solo perchè hanno un minimo di visibilità in tv …. e per finire secondo me non solo la minetti è fuori luogo come tutti i personaggi di una favola ormai diventata tragedia greca ma è anche una storia senza fine ovvero questi personaggi si sono inventati un lavoro e campano co ste cose ;cosi per esempio se ad una bimba tra i dodici e i sedici anni gli dici che cosa vuoi fare da grande quella magari ti risponde: voglio fare la minetti ….
giugno 6, 2011 2 Comments
Lavori alternativi o menti alternative?
Ormai che l’Italia è in crisi e l’Europa risponde con le stesse problematiche i ragazzi si sono ingegnati e reano lavori…lavorano tramite i social media…i nuovi job centre!
Ormai serve creativita’ non si puo’ piu’ pensare che solo perche si esce con 100 e lode che ci sia un datore di lavoro che aspettta per voi come per i vostri genitori , come in Inghilterra negl’anni 90, come in Australia nel periodo delle grandi migrazioni di Italiani nei decenni passati.
Per i giovani d ‘oggi resta solo l’ingegno che spesso non si riflette negl’alti voti che ottengono a scuola, oppure una famiglia che ti inserisca nell’azienda famigliare.
Sempre piu’ spesso e proprio internet che agevola la ricerca del lavoro, tra siti a tema e anche i social media apportano il loro aiuto, facebook è il primo che aiuta in questo senso. I ragazzi infatti si auto promuovono tramite facebook e blog sul loro curriculum o sulle attivita’ che offrono e con una buona cerchia di amici spesso riescono ad autopromuoversi come nessuna agenzia è mai riuscita a fare.
Quindi freelancer al 100% sia per la natura del lavoro che si fa che per come ci si promuove.
maggio 18, 2011 2 Comments
Citazioni famose e modificate sul lavoro…
- Inizierei con una bella citazione che attira gli sguardi degl utenti e mette in risalto la tua passione per il lavoro ….
Budda diceva “Lavora duro per la tua salvezza e non dipendere dagl altri”, Enzo aggiunge “ a meno che non sia io ad aiutari allora puoi rilassarti e dipendere da me per una casa che ti rispecchi ”
Napoleone diceva di non aspettare il “tempo giusto ” per fare le cose perche non arriverebbe mai, inizia come puoi e se trovi Enzo nel percorso ti aiutera a prezzi modici a rendere la tua casa degna di te ORA ”
Goethe disse “ che tu sia un re o un paesano sarai l uomo piu felice della terra se a casa trovi la pace e il confort…io posso aiutarti a trovarlo e a prezzi modici”
aprile 25, 2011 No Comments
Napoli addio!!!
Settimo Giorno:
Prima della partenza bisogna passare per Napoli alta: La Certosa di San Martino, Villa Floridiana e il Museo di Capodimonte. Godetevi pure una pausa nel parco, luogo ideale per un pick-nik. Scendere poi nella zona universitaria e a Piazza Dante per ammirare i negozi di libri e la brulicosa vita giovanile Napoletana anche in veste diurna. Se cercate una buona pizzeria qui consiglio Bellini ia S. Maria di Costantinopoli, 80.
In alternativa si può l’ultimo giorno decidere di fare un’ultima escursione a Pestum, Pompei o a Herculaneum per vedere le rovine. Ci sono delle ottime compagnie che organizzano dei tour giornalieri eche vi permettono di vedere queste meraviglie in piena comodità, soprautto se avete poco tempo,come ad esempio La Pompei Vesuvio http://www.pompei-vesuvio.it che organizza una visita in un giorno delle città menzionate, ovviamente se siete pronti a svegliarvi all’alba!
aprile 10, 2011 No Comments





















